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È nato il comitato “Colonia Fara” contro la delibera del Consiglio Comunale chiavarese che autorizza il Sindaco a metterla in vendita per farne un complesso residenziale.
Il comitato ha depositato 70 firme a sostegno della richiesta di referendum abrogativo della delibera di Consiglio sopra citata.
Questo il testo della richiesta:
Al Sindaco del Comune di Chiavari
OGGETTO : Proposta di referendum abrogativo ai sensi dell’art. 50 del vigente Statuto Comunale e art. 4 del Regolamento approvato con deliberazione consiliare n. 79 del 14/12/2006 in vigore dal 22/01/2007
I sottoscritti cittadini residenti nel Comune di Chiavari propongono lo svolgimento di un referendum comunale abrogativo della deliberazione del Consiglio Comunale n. 49 del 09/10/2007 ad oggetto “Alienazione immobile di proprietà comunale denominato ex colonia Fara – atto di indirizzo”, sottoponendo alla consultazione il seguente quesito:
« Volete voi l’abrogazione della deliberazione del Consiglio Comunale n. 49 del 09/10/2007 ad oggetto “Alienazione immobile di proprietà comunale denominato ex colonia Fara – atto di indirizzo” ? »
Le motivazioni di tale proposta sono le seguenti :
1) nella delibera che si vuole sottoporre a referendum abrogativo si dice in modo del tutto generico che lo stato di degrado della Colonia Fara non sarebbe “più funzionale al soddisfacimento dell’interesse pubblico”.
Non si indica, peraltro, in nessun punto della delibera quale interesse pubblico sarebbe soddisfatto con la attuazione dell’atto di indirizzo alla vendita. Si parla infatti in modo del tutto vago di “ristrutturazione dell’immobile” con una possibile e neppure certa “riqualificazione della zona circostante” .
Anche in riferimento al “fine” che si vorrebbe perseguire con il ricavato della vendita si parla di “recupero di beni di interesse culturale” senza dire quali, finanziamento di opere pubbliche e/o realizzazione di infrastrutture senza specificare con un piano quantomeno programmatico come si intende impegnare il possibile e del tutto indeterminato denaro che verrebbe ricavato.
Cosa ancora più grave non si pongono limiti alle modalità della vendita in quanto, sostanzialmente, viene dato alla Giunta ed alla Dirigenza Comunale un mandato in bianco a vendere – tra l’altro non si parla di prezzo di vendita ma solo di mero valore dell’immobile – senza alcuna concreta garanzia per il cittadino sulle modalità con cui fattivamente si darà corso all’asta e quindi senza alcuna garanzia del concreto perseguimento degli interessi pubblici che si vorrebbero seguire.
Infine, ma non da ultimo, la perizia che sostiene la valutazione dell’immobile non è stata giurata, fatto che stupisce vista la particolare tipologia dell’immobile di cui si discute; nell’elaborato peritale, con altrettanta genericità, si parla di “informazioni raccolte da più fonti relativamente a contratti di compravendita nella zona di Chiavari” chi ha fornito e con quale metodo sono state raccolte queste informazioni?
2) Anche in merito ai vincoli di destinazione d’uso dell’immobile la delibera nulla dice. Esaminando la normativa all’uopo prevista nel vigente PRG, che lascia ampio spazio a qualunque destinazione possibile, non si garantisce alcun recupero dell’immobile che esuli dal mero intento speculativo.
3) Nella delibera che ha ad oggetto l’atto di indirizzo alla alienazione non si dice se si sono tentati percorsi diversi dalla mera vendita. Di fronte ad un bene che indubbiamente ha una importante valenza storica si ritiene assolutamente necessario preventivamente verificare la possibilità di recupero della Colonia Fara senza che l’immobile esca dal patrimonio di tutti i cittadini chiavaresi.
A tal fine i sottoscritti dichiarano che loro referente è il sig. Tommaso Giacomazzi presso la cui residenza, in Viale A. E. Devoto 113/10 a Chiavari, essi eleggono il proprio domicilio per ogni comunicazione relativa alla procedura referendaria.
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